Terni, Butcher-Comune 2° scontro al Tar
02 Mag 2020 09:39 di S.F.
La Butcher Service srl contro il Comune di Terni per la rimozione e lo smaltimento delle lastre di eternit al mattatoio comunale. Film già visto e che a stretto giro si ripeterà, salvo passi indietro di palazzo Spada: il motivo è lo stesso di un anno e mezzo fa, vale a dire l’ordinanza dell’amministrazione – firmata il 19 dicembre scorso – nei confronti della società viterbese e ormai ‘scaduta’ da un paio di mesi. Risultato? Nuovo round al Tribunale amministrativo regionale. Di mezzo c’è anche la rivalsa di spese per l’intervento.
La puntata precedente
Il sindaco ci aveva già provato nell’autunno del 2018 – sulla base di alcune note della Usl Umbria 2, la quale nel 2016 dava indicazione di ultimare la bonifica entro tre anni – dando due mesi tempo alla Butcher per agire sulle coperture: circa 1.500 metri quadrati di materiale con un indice di degrado elevato, come stabilito dall’azienda sanitaria locale. Ricorso al Tar [ndr promosso per Butcher Service dall’Avv. Daniele Sterrantino] accoglimento dell’istanza cautelare con ‘sospensiva’ e appuntamento a maggio per l’udienza di merito, poi saltata perché lo stesso Leonardo Latini ha poi revocato in autotutela il provvedimento: lo scorso maggio la questione fu quindi risolta con la cessazione della materia del contendere. Di mezzo anche l’atto aggiuntivo per consentire alla società di gestire il mattatoio fino al 31 dicembre 2019.
Si replica
Nel contempo il Comune è andato avanti dando il via libera per procedere con l’azione in danno – 44 mila euro per lo smaltimento, se ne occuperà la società di Salini – contro la Butcher. Dall’altro lato non sono rimasti a guardare e a metà marzo è stato depositato il ricorso per impugnare il nuovo atto di Latini: la versione della società è che, in realtà, il Comune sarebbe indebitato nei loro confronti e non per un paio di spiccioli. L’amministrazione tiene il punto basandosi sull’articolo 12 del contratto stipulato nel settembre 1999: tra gli obblighi a carico del concessionario figurava il dover «garantire la costante efficienza funzionale di opere strutturali ed edilizie dei fabbricati nonché delle opere di sistemazione esterna del complesso in argomento, con particolare riguardo alla salvaguardia permanentemente delle necessarie condizioni igienico-sanitarie in ciascun ambiente, per poter continuare ad esercitare l’attività, attraverso tempestiva esecuzione, a propria cura e spese, di adeguati interventi di ripulitura, riparazione, sostituzione delle parti ammalorate».
C’è lavoro per Paolo Gennari, legale di palazzo Spada, e Daniele Sterrantino, avvocato amministrativista: in passato è stato più volte consigliere giuridico presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.


